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Casa ereditata: successione, imposte, documenti e accettazione tacita

Immagine del redattore: Gabetti Saronno
Gabetti Saronno
18 set
Tempo di lettura: 3 min

Quando si eredita una casa, alle questioni familiari si aggiungono diversi adempimenti, scriviamo questo articolo per aiutarvi a fare un po' di ordine. È normale chiedersi entro quando presentare la successione, quali documenti recuperare e quali imposte pagare.

Per orientarsi, occorre distinguere tre aspetti: - la dichiarazione di successione, - l’accettazione dell’eredità - la trascrizione dell’acquisto ereditario nei registri immobiliari.

La dichiarazione di successione La dichiarazione di successione è un'adempimento fiscale. Serve a comunicare all’Agenzia delle Entrate i beni e i diritti del defunto, i beneficiari e gli altri elementi necessari al calcolo delle imposte.

Di regola va presentata entro dodici mesi dalla data del decesso. Quando nell’eredità è presente un immobile, la dichiarazione è normalmente necessaria anche se, grazie alle franchigie, non risulta dovuta l’imposta di successione.

La presentazione avviene generalmente in via telematica, direttamente oppure tramite un professionista o intermediario abilitato (caf, commercialista, notaio ecc.). Se ci sono più soggetti obbligati, è sufficiente che uno degli eredi presenti la dichiarazione completa. LINK>>> Agenzia delle Entrate: dichiarazione di successione e servizio precompilato.

Quali documenti vanno raccolti?  Per preparare la pratica servono, secondo la situazione:

  • documenti d’identità e codici fiscali dei beneficiari, oltre al codice fiscale del defunto;

  • dichiarazione sostitutiva dell'atto notorio;

  • dati del decesso e relative certificazioni;

  • informazioni sulla composizione familiare e sui rapporti di parentela;

  • eventuale testamento e documentazione della sua pubblicazione, quando necessaria;

  • atti di provenienza e dati catastali di abitazioni, box, cantine, terreni e altri immobili;

  • certificazioni di banche e intermediari sui rapporti intestati al defunto;

  • documentazione delle passività, come eventuali mutui residui, e delle spese fiscalmente rilevanti;

  • coordinate del conto utilizzabile per i versamenti.

L’imposta di successione dipende dal rapporto con il defunto.  Lo schema ordinario è il seguente:

Beneficiario

Imposta di successione

Coniuge e parenti in linea retta, come figli e genitori

4% sulla parte della quota che supera 1 milione di euro per beneficiario

Fratelli e sorelle

6% sulla parte che supera 100.000 euro per beneficiario

Altri parenti fino al quarto grado; affini in linea retta e in linea collaterale fino al terzo grado

6%, senza franchigia ordinaria

Altri soggetti

8%, senza franchigia ordinaria

Per i beneficiari con disabilità grave riconosciuta è prevista una specifica franchigia di 1,5 milioni di euro. LINK>>> Agenzia delle Entrate: aliquote e franchigie. Esempio:

Un figlio che riceve una quota ereditaria imponibile complessiva di 300.000 euro resta sotto la franchigia ordinaria di un milione. Questo, però, non elimina necessariamente gli altri costi.

Sugli immobili si considerano anche le imposte ipotecaria e catastale.  In via ordinaria sono rispettivamente del 2% e dell’1%, con un minimo di 200 euro ciascuna.

Quando spettano e vengono richieste le agevolazioni prima casa in successione, per l’abitazione agevolata e le pertinenze ammesse queste imposte possono essere applicate nella misura fissa di 200 euro ciascuna. Restano da considerare gli ulteriori tributi e l’eventuale compenso per la pratica. LINK>>> Notaio Busani: imposte sugli immobili ereditati.

Per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025, l’imposta di successione è autoliquidata e va versata entro 90 giorni dal termine previsto per presentare la dichiarazione. Le imposte ipotecaria, catastale e gli altri tributi collegati seguono invece gli adempimenti previsti per la presentazione. LINK>>> Agenzia delle Entrate: come pagare le imposte.

L’accettazione tacita. L'accettazione tacita di eredità si verifica quando il chiamato compie un atto che presuppone necessariamente la volontà di accettare e che potrebbe compiere soltanto come erede. La vendita di un bene ereditario è un esempio tipico.

La dichiarazione fiscale, da sola, non sostituisce questi passaggi civilistici. Per gli immobili occorre considerare anche la trascrizione dell’accettazione, che rende pubblico l’acquisto ereditario e assicura la continuità dei passaggi nei registri immobiliari.

Se la trascrizione manca, il notaio verifica come eseguirla; spesso viene curata in occasione della vendita al costo di circa 600€ per ogni successione che insiste sull'immobile. Dal dicembre 2025 la legge ha ampliato gli strumenti utilizzabili per documentare e trascrivere un’accettazione già avvenuta. LINK>>> Federnotizie: le novità sulla trascrizione dell’accettazione. LINK>>> FiscoOggi: tassazione della trascrizione dell’accettazione.

Hai ereditato un immobile a Saronno e stai pensando di venderlo?  Contattaci con la documentazione disponibile: organizzare per tempo i controlli con il notaio e gli altri professionisti aiuta a preparare la vendita.


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